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Il pesco appartiene alla famiglia delle Rosacee Prunoidee (come il ciliegio, l’albicocco e il susino).

Secondo gli studi più recenti è originario dell’Estremo Oriente, probabilmente della Cina.

Fino a poco tempo fa si riteneva che la pianta provenisse dalla Persia, da cui il nome del genere, Persica, e che fosse stata scoperta da Alessandro Magno e da lui successivamente importata in Grecia.

La coltivazione del pesco era praticata anche dai Romani ed è continuata sporadicamente in Europa nel corso di tutto il Medioevo.

Nel Cinquecento è stata di nuovo praticata la coltivazione su larga scala, a cominciare, in Italia, dalla Toscana.

Il nostro è attualmente il principale Paese europeo produttore di pesche destinate al consumo diretto, seguito dalla Grecia e dalla Spagna.

In altri Paesi, come la Francia, a produzione di questi frutti è destinata all’industria delle marmellate, delle confetture e delle pesche sciroppate.

Il pesco viene coltivato negli orti familiari di diverse regioni italiane, sia settentrionali che meridionali.

La coltivazione specializzata è invece molto concentrata: circa i 2/3 delle pesche vendute sul mercato italiano vengono prodotti in Romagna, in Campania, in Piemonte e nel Veneto meridionale.

Carta d’Identità


Nome scientifico


Persica vulgaris

Famiglia


Rosacee Prunoidee
Inglese: peach-tree;
Francese: pêcher;
Tedesco: pfirsichbaum;
Spagnolo: melocotonero.

Parte utilizzata


Frutto

Come si impianta


Profondità: 20-30 cm;
Distanza tra le file: 3-4 m;
Distanza tra le piante: 2-4 m;
N° piante/10 mq: 1 circa.

Ciclo annuale


Germogiamento: Marzo – Aprile;
Fioritura: Marzo;
Raccolta: Giugno – Settembre;
Resa media: 4 kg/mq.

Conservazione


per 8-12 giorni alla temperatura di 1-4 °C
Altri metodi: surgelamento


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